Non perdere la prossima storia
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Kim, Kaan, Roel, Yohan, Claudio, Fernando, Masaharu.
Storie ancora tutte da scrivere, che aspettano solo di essere lette.

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capitolo 07
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Ibby
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Jakub
Ho superato le difficoltà
impegnandomi sempre di più.
una storia di Ibby
Moubadder
Ibby
Moubadder

Ibby ha lasciato il Libano in guerra alla ricerca di una vita migliore in Australia. Per mantenersi durante gli studi ha aperto a Sydney il caffè Cuckoo Callay, un progetto ambizioso che è diventato la sua vocazione. In pochi anni è riuscito ad aprire 3 locali, a dare lavoro a 75 persone e, cosa ancora più importante, a essere felice.

Nel 2006 avevo appena finito le superiori. Il Libano era impegnato in una grande guerra con Israele e la zona in cui vivo venne bombardata.
Per sfuggire a quella vita mi sono trasferito in Australia e iscritto alla facoltà di Scienze Infermieristiche (Nursery). Non avevo molta scelta. Il mio progetto originale era di studiare medicina, ma per riuscirci avrei prima dovuto assicurarmi un po’ di stabilità economica, magari attraverso un’attività che potevo dare in gestione.
È così che è nata l’idea di aprire un caffè.

Ho girato Sidney finché non ho trovato il locale perfetto, decisamente sopra il mio budget, e ho coinvolto un amico nel progetto per poterlo finanziare.

Al tempo non avevo nessuna esperienza nella ristorazione. Mi sono preparato per il mio salto nel vuoto con tantissima ricerca.

Ho visitato praticamente tutti i locali di Sydney, armato di un questionario che compilavo per raccogliere più informazioni possibili e comprendere i tratti ricorrenti che determinano il successo di un locale.

Molti mi hanno consigliato di preparare un buon business plan. In tanti mi hanno invitato a chiedermi cosa rendesse unica la mia idea di locale. Altri ancora mi hanno consigliato direttamente di non perdere tempo in un settore difficile come quello della ristorazione.

Tutti ottimi consigli.
Li ho ascoltati, e ho preso ciò che mi serviva.

Arrivare ad aprire Cuckoo Callay è stato tutt’altro che facile.
Ho dovuto trovare uno staff affidabile e riuscire a guadagnarmi fiducia e rispetto, malgrado all'inizio fossi io a imparare da loro.

Appena aperti poi, gli affari non giravano. Provavo altri locali e mi rendevo conto che, per quanto il mio fosse decisamente migliore, loro erano sempre pieni mentre noi faticavamo ad attrarre clienti.

È stata la mia capacità di non arrendermi a permettermi di superare le difficoltà.

Per un anno mi sono trovato più volte sul punto di pensare che tutto sarebbe finito.
Ma è proprio nei momenti più difficili che devi impegnarti ancora di più, fare un passo indietro, guardare il quadro generale e prendere la decisione giusta.
Dalla mia parte avevo la certezza di essere motivato e appassionato, sempre alla ricerca di un risultato perfetto.

Ripensandoci, quel primo anno è stato positivo. Superato quel periodo di preparazione, le cose hanno iniziato ad andare meglio.

Dopo un anno ho capito che avrei dovuto investire in pubblicità se volevo avere successo, perché il mio locale sembrava non esistere.

Con l’aiuto di un’agenzia specializzata nella promozione di ristoranti ho iniziato a farmi notare. Confrontandomi con alcuni produttori locali ho avuto l’idea di promuovere il bacon australiano con un menù speciale.
Tutti i giornali ne hanno parlato e dopo pochi giorni avevamo la fila al bancone.

Il volume di affari in pochi mesi è raddoppiato, tanto da metterci in difficoltà: non eravamo pronti a gestire così tanti clienti e abbiamo dovuto darci da fare.
Il successo del bacon non è un caso isolato. I nostri menu creativi attirano tantissime persone, e due dei nostri piatti sono finiti nella classifica di Buzzfeed sulle 11 specialità che devi assolutamente provare a Sidney.

Continuo ancora a girare tutti i locali che posso e sono coinvolto in prima persona nella progettazione dei nostri piatti.

Viaggio in tutto il paese per raccogliere nuove idee, e lavoro a quattro mani con il mio chef per rinnovare regolarmente i menu e proporre sempre qualcosa di nuovo.
Conosco bene il mio settore, le tendenze e le insidie del mercato della ristorazione.
Prima del mio salto nel vuoto ero molto meno stressato, lavoravo solo 40 ore alla settimana e avevo molto più tempo libero. Però non tornerei mai indietro.

Sono passati quattro anni da quando ho aperto il primo locale a Newtown.
Da allora ho inaugurato il Nour, un ristorante contemporaneo di cucina mediorientale, e un altro Cuckoo Callay a Surry Hills, nel cuore di Sydney.
Nei miei locali lavorano 75 persone.

Mi sento molto più motivato e responsabile. Ora non riguarda più soltanto me. I miei dipendenti contano su di me e sulla mia impresa.

Mi sento fortunato a essere dove sono e guardo avanti, curioso di vedere dove potrò arrivare in cinque anni.
Non credo tornerò più in Libano, anche se lo considero ancora casa mia. Vivere la guerra mi ha reso più forte, ma il futuro che sogno per i miei figli, quando li avrò, è più sereno.

La mia vita ora è qui,
dove amo quello che faccio.
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