Non perdere la prossima storia
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Kim, Kaan, Roel, Yohan, Claudio, Fernando, Masaharu.
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tutto per essere felice.
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capitolo 05
Ho superato le mie paure grazie alle mie aspirazioni.
Hyoungtae Yohan
capitolo 06
Se vuoi vivere della tua passione,
devi renderla un lavoro.
Nicoletta
capitolo 07
Il giorno migliore per
iniziare qualcosa è ieri.
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Ho superato le difficoltà impegnandomi sempre di più.
Ibby
capitolo 010
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Jakub
Work smart
to work less. 
una storia di Masaharu
Hayataki
Masaharu
Hayataki

Masaharu Hayataki è un nomade digitale. Lasciato il Giappone per una prima esperienza lavorativa in Europa, ha deciso di continuare a muoversi spinto dalla sua voglia di viaggiare. Il suo ufficio ora è online: ovunque si trovi, gli bastano un computer e una connessione per gestire le richieste dei suoi clienti.

La mia vita è piena di salti nel vuoto. Negli ultimi anni ho deciso prima di trasferirmi in Slovacchia, poi di iniziare a lavorare come freelance ed esplorare il mondo facendo il nomade digitale: attività che hanno richiesto studio e investimento su me stesso, senza la certezza di un ritorno economico.

La decisione più importante che ho mai preso credo sia stata lasciare il Giappone. Non è così comune per i giapponesi andare a lavorare all’estero, di solito siamo molto prudenti e non amiamo correre rischi.
Dopo qualche anno di lavoro per un’azienda americana in Repubblica Ceca, ho deciso di iniziare a lavorare come freelance, sperimentando numerose professioni, dal copywriting alla traduzione.

Ho scelto questo lavoro per avere il controllo della mia vita.

Lavorando a stretto contatto con i clienti ho un riscontro diretto, che fa bene all’autostima. Quando lavori in un ufficio sei spesso vincolato alle sue politiche, ai suoi processi, e a volte finisci per sentirti sottovalutato.
Il lavoro da freelance mi permette di lavorare 3 o 4 ore al massimo al giorno, in un bar oppure a casa, se la connessione lo permette. Il resto del tempo lo uso per esplorare la città o andare a camminare in montagna.

Così posso lavorare mentre viaggio. È l’unica chance di visitare il mondo.

Un paio di mesi fa ho fondato Japanese Influencer Marketing, un progetto che gestisco insieme ad alcuni amici e che permette alle aziende di avvicinarsi al mondo dell’influencer marketing giapponese.
Ho scelto questo campo perché è un’attività flessibile, conveniente, e che può essere demandata ad altri. (outsourceable).
I miei collaboratori conoscono il contesto e la cultura in cui operiamo, ma non sono tutti giapponesi: alcuni di loro erano miei compagni di università che, insoddisfatti del loro lavoro o in cerca di opportunità per viaggiare, si sono uniti a me.

Ho insegnato loro i rudimenti necessari per essere freelance e adesso mi affiancano nelle attività quotidiane, come organizzare liste di potenziali clienti, gestire le comunicazioni quotidiane con gli influencer, progettare una strategia o scrivere un post per il blog della start-up.
Sono cose che posso fare in qualunque momento, non ho bisogno di essere sempre online.

Io sono troppo pigro per essere pigro. Per perseguire lo stile di vita che ho scelto, che mi permette di lavorare poche ore al giorno e passare le altre a visitare le città in cui mi trovo, mi sono dovuto ingegnare.

Ho dovuto lavorare di più, per riuscire a lavorare di meno.

Se sei pigro e investi il tuo tempo con l’obbiettivo di lavorare di meno in futuro, va bene.
Il problema è quando sei troppo pigro per cambiare le cose: il mondo è pieno di persone che fanno un lavoro che odiano, troppo pigre perfino per esplorare nuove opportunità.

Quando lavori come freelance la cosa più importante è la disciplina.

A volte, anche se dico alle persone che lavorano con me cosa fare e come farlo loro trovano delle scuse per procrastinare.
Lo capisco. Anche io, come tutti, ho bisogno di regole. So, per esempio, che se compro un libro l’unico modo per leggerlo è chiudermi in un bar e lasciare a casa lo smartphone.

Non cambia molto tra iniziare una dieta o fondare un'azienda: oggi è il giorno migliore per cominciare.

“Un giorno lo farò” significa che non lo farai mai.

Devi sempre avere un programma in mente, creare il tuo calendario e rispettarlo.
Può succedere che a volte i tempi non sono maturi e sia necessario aspettare per non sprecare inutilmente energie. Ma anche in quel caso bisogna avere già una strategia per raggiungere l'obbiettivo, rimandare non basta.

Non so se mi definirei una persona di successo, ma di sicuro sto perseguendo con successo il mio obiettivo.

Dal punto di vista lavorativo, sto guadagnando più di quanto non facciano i miei amici in Giappone. Per quanto riguarda l'essere un “digital nomad” invece, sento che ci sono ancora aspetti su cui devo lavorare.
Devo pianificare le mie attività per riuscire a viaggiare di più e a lavorare ancora di meno.

Più faccio scelte come queste e più mi sento a mio agio nel prenderne.
Non sono più salti nel vuoto, perché sono decisioni razionali e ponderate. Credo nei dati, nelle mie valutazioni, e soprattutto in me stesso.

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