Non perdere la prossima storia
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Kim, Kaan, Roel, Yohan, Claudio, Fernando, Masaharu.
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Jakub
Il giorno migliore
per iniziare qualcosa
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una storia di Roel
De Cock
Roel
De Cock

Doveva diventare un ingegnere, ma le cose non sono andate come aveva previsto. Roel De Cock alla fine del suo percorso di studi in scienze informatiche ha cambiato rotta, ripescando dal cassetto il sogno di diventare un video-maker. Impegno, resilienza, e lo sforzo continuo nel costruire un network professionale gli hanno permesso di arrivare a fondare Conci, la sua casa di produzione.

Nella mia vita ci sono due grandi salti nel vuoto. Il primo è stato abbandonare una “laurea sicura” in scienze informatiche per fare il filmmaker, il secondo è stato licenziarmi per aprire la mia attività.

A convincermi a lanciarmi in una carriera da filmmaker sono stati i miei insuccessi scolastici. Per vent’anni ho creduto che sarei diventato un ingegnere, e quando ho capito che la cosa non avrebbe funzionato mi sono sentito smarrito.
Ciò che desideravo prima di allora era avere un buon titolo di studio, un buono stipendio e una bella vita. Ma crescendo e affrontando il fallimento ho dovuto riconsiderare le mie priorità.

Crescendo ho capito che i soldi non possono essere un obbiettivo. Ma se assecondi la tua passione con intelligenza, saranno il risultato del tuo lavoro.

Dopo il tentativo di ingegneria avevo ripiegato su Scienze Informatiche, materia che non mi appassionava e in cui mi sentivo piuttosto mediocre. Durante un Erasmus a Vienna, alla fine del mio percorso di studi, vinsi un concorso cinematografico organizzato dall’università, e questa coincidenza mi procurò il mio primo lavoro come video maker.
È allora che ho capito che era questo ciò che davvero mi appassionava.

Avevo già 24 anni e al tempo mi sentivo molto indietro rispetto ai miei coetanei.
Mi sono ripromesso che se avessi investito in questo progetto di vita lo avrei fatto fino in fondo, imparando le basi di questo lavoro al doppio della velocità.
La Prague Film School, più breve e più pratica dei corsi disponibili in Belgio, sembrava la scelta migliore. Lì avrei potuto imparare più velocemente la tecnica, sperimentando in prima persona con la macchina da presa.

Lavorare fianco a fianco con persone più esperte di me mi ha aiutato molto a raffinare le mie strategie.

Prima ancora di laurearmi mi ero reso conto di avere uno svantaggio rispetto ai miei colleghi: una volta tornato a casa, non avrei avuto un network di conoscenze su cui fare affidamento.
Insieme alla mia compagna di studi Wendy ho deciso di fondare Visual Okapi, un collettivo belga di otto persone appassionate di cinematografia.
Ci univano l'entusiasmo, l'amicizia e voglia di contribuire ognuno con la propria esperienza a progetti sperimentali. Realizzavamo perlopiù video musicali, cortometraggi e riprese per eventi con budget molto bassi, senza il controllo dei clienti, cosa che ci ha resi liberi di sperimentare.

Quando puoi correre dei rischi, cresci ed evolvi molto più velocemente.

Mentre sperimentavo con Visual Okapi, portavo avanti la mia attività professionale in Belgio all’interno di grandi aziende, dove potevo affidarmi all’esperienza e all’aiuto di persone più preparate di me.
Erano luoghi in cui imparavo molto e velocemente, ma dove avevo poche occasioni di impegnarmi in qualcosa di creativo.
Così dopo quattro anni di lavoro da dipendente ho deciso di fare un salto e lavorare direttamente per i clienti fondando Conci, la mia casa di produzione.

Anche in questo passaggio è stata chiara l’importanza di una rete di contatti.
Al tempo avevo poco lavoro perché nessuno mi conosceva, mentre oggi la maggior parte dei miei lavori arriva dal passaparola.
Quando inizi a costruire un portfolio può essere utile concentrarsi su una nicchia.

Se lavori per tutti, finisci per non lavorare per nessuno. Ma se ti concentri su un settore specifico, inizierai ad attirare clienti di quel settore.

Grazie al passaparola e al mio lavoro in due anni sono riuscito a girare a New York, in Rwanda, in Islanda, sulla costiera amalfitana, ad Istanbul e a Parigi.

Spain
Rwanda and Uganda
Iceland

Per continuare ad espandere il mio network, sei mesi fa ho fondato il gruppo dei Belgian Video Creators, una community Facebook che ad oggi conta più di 430 membri. La pagina mette in contatto tra di loro media company, freelance, case di produzione e appassionati, che possono così trovare nuovi lavori, mostrare i propri progetti e scambiarsi consigli.
È un progetto semplice, è la sua semplicità è anche la chiave della sua efficacia: chi ha bisogno di un consiglio o di un professionista, grazie alla praticità di Facebook, può ricevere una risposta in poche ore.

Mi è sempre stato consigliato di chiedermi dove mi vedessi tra 10 anni.
Se non rispondi a questa domanda, rischi di trovarti incastrato nella routine, a fare continuamente solo quello che sai fare.

Una delle più grandi lezioni che ho imparato è che a sopravvivere non sono i più forti, ma quelli in grado di adattarsi al cambiamento.

Non mi considero un artista, ed è importante che il mio lavoro continui ad avere rilevanza commerciale. Il mio settore è destinato a cambiare: servizi on demand come Netflix stanno rendendo obsoleta la pubblicità.
Sono convinto che tutto ciò che ho fatto, come studiare cinematografia, fondare Visual Okapi, lavorare in posti differenti per imparare velocemente, leggere libri su cinema e marketing, o fare lavori senza budget per costruirmi un portfolio, mi abbia aperto nuove strade e in futuro genererà nuove opportunità.

Il fallimento è una parte cruciale della crescita. Ho fallito nei miei studi di ingegneria, e continuo a farlo ogni giorno, tanto che oramai non mi fa più paura.
Quando sarò vecchio vorrò guardare indietro ed essere semplicemente felice di ciò che ho realizzato.

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